ALICE SPRINGS,  AUSTRALIA,  POUCHAROOS, STORIE D'AUSTRALIA

L’outback inaspettato

Inaspettato.
Che in inglese ha un suono più vivace, onomatopeico e che rappresenta meglio quello che c’è nella mia testa, unexpected!

Questa credo sia l’unica parola che può riassumere e spiegare tutto quello che è successo là fuori, nell’outback.
E probabilmente è ciò che mi permette di capire perché molte delle persone che ho incontrato sono arrivate qui ad Alice e dintorni per qualche mese di lavoro e, dopo anni, sono ancora qui.
Si perché il Red Centre dovete immaginarlo come un grande magnete che vi attira a sè, lentamente.
Vi avvicinate, iniziate a capirlo, a viverlo e quando finalmente riuscite a connettere, nel profondo, la vostra anima con la sua solo allora vi renderete conto che è diventato impossibile allontanarsi da lui.

Kata Tjuta, Northern Territory
Kata Tjuta, Northern Territory


Tutto è stato inaspettato qui.
Eccetto le stelle, quelle no, quelle le aspettavo da sempre.

Non mi aspettavo di amare così tanto il mio lavoro, arrivato un po’ per caso, un po’ per volontà, un po’ perché era “meant to be”, doveva essere così e non c’erano altre possibilità.
Non mi aspettavo che nel bel mezzo del nulla avrei trovato persone splendide, con il quale ho condiviso tanto e che mi hanno lasciato tanto.
Ho stretto amicizie e relazioni che rimarranno per sempre parte della mia Alice.
C’è chi ha reso le mie giornate allegre e spensierate, chi mi ha fatto conoscere storie e tradizioni, chi le ha rese più complicate e chi era lì per trasformarle in qualcosa di migliore.
Ho conosciuto persone che mi hanno parlato di stelle e galassie lontane, quelle galassie che per giorni ho pensato essere nuvole, sempre nella stessa posizione, sempre con la stessa forma, ma no, erano galassie fuori dalla Via Lattea e visibili ad occhio nudo.
Ci sono state persone di passaggio e di cui magari scorderò il nome, ma allo stesso modo c’è stato chi il suo nome l’ha impresso in maniera indelebile e non se ne andrà mai.

Non mi aspettavo di avere tempo per me, per scavare a fondo nei miei pensieri, tempo per sciogliere vecchi nodi e crearne nuovi per il futuro.
Perché si, in fondo, quando pensi al futuro e lo progetti hai bisogno di qualche appiglio.

Ho speso tempo rastrellando la sabbia, tempo di meditazione e analisi, che mi ha portato ad avere tante risposte e ha creato nuove domande.
Ho passato ore a guardare il cielo di notte, a meravigliarmi, ogni sera, per quelle stelle.
Le giornate volavano, come la sabbia, e io ero felice.

Non è passato un solo giorno in cui abbia pensato di andarmene da lì perché non stavo bene, o non mi piaceva quello che stavo facendo.
Ogni giorno era una nuova scoperta.
Ogni giorno succedeva qualcosa di inaspettato.
Ogni giorno era vita.

Non pensavo di poter dire “abbiamo finito, andiamo a casa” intendendo dire che era ora di tornare nel nostro campsite, che altro non era se non una cucina, con due tavoli.
Due tavoli su cui ci siamo abituati a dormire, ogni notte, e ci facevano sentire al sicuro.

Kings Creek Station
Kings Creek Station

Non pensavo di poter vivere in un posto senza porte, perché nel deserto tanto chi vuoi che ti disturbi!?
Giusto un tetto sopra la testa, zanzariere come pareti, una bombola del gas e il bagno a 100 metri.
Così come non pensavo di poter chiamare nuovamente Casa un vecchio pullman, completamente rotto e dissestato, con scarti di materiale da costruzione, una brandina rotta e un letto trasandato su cui poter poggiare la testa a fine giornata.
E tutto questo mi rendeva felice, non chiedevo altro.
Vi racconto meglio della vita nel deserto australiano qui!

É stato inaspettato rendersi conto che non ti serve realmente un letto per dormire, basta avere uno swag, ovvero un materasso da campeggio, aprirlo ovunque tu voglia, che sia il tavolo della cucina o il pavimento del campsite, il tetto del Land Cruiser, piuttosto che la sabbia di Yulara o la collina di Kings Creek, magari con qualcuno al tuo fianco.
Basta aprirlo e sdraiarsi, ovunque. Perché se la maggior parte della gente cerca hotel a 5 stelle per essere felice e coccolato, io ho trovato il mio hotel a miliardi di stelle, nel cuore del deserto australiano, senza pareti, senza tetto, senza niente.

Ho scoperto inaspettatamente qual è l’insetto che più mi infastidisce.
Erano le blatte fino a poco tempo fa, ma ora le formiche hanno preso il loro posto.
Quelle piccolissime creature che senti camminare sul tuo corpo anche quando in realtà non ci sono. Quelle sono state una grande sfida.

É stato inaspettato anche apprezzare maggiormente il Canyon rispetto a Uluru, non fraintendetemi, entrambi sono meravigliosi ma l’aspetto turistico e commerciale che Uluru ha attualmente non me lo ha fatto godere a pieno.
Il Canyon invece è pura bellezza, armonia, silenzio.

Garden of Eden, Kings Canyon
Garden of Eden, Kings Canyon


Ma sapete cosa è stato davvero inaspettato?
Il turbine di emozioni degli ultimi giorni.

Sto scrivendo questo articolo in aereo, mentre sto tornando a Perth.
Tornare in quello che è per me il mio posto del mondo è stato un pallino fisso dal primo giorno che ho lasciato la città e, finalmente, oggi è il grande giorno!
Ma quest’ultima settimana è stata intensa, sentimenti contrastanti mi hanno permesso di capire quanto bene mi abbia fatto passare questi tre mesi con me stessa.

É stato difficile salutare tutti e lasciare Alice?
Sì, molto.
Non Alice in realtà, anche se ieri si è rivelata stranamente piacevole, ma Kings Creek.
Non volevo andarmene da lì a nessun costo, avrei voluto passare un’altra notte sotto le stelle, giocare con il cane nella terra e farmi la doccia in 3 nanosecondi perché tanto l’arancione della sabbia non se ne va via in ogni caso.
Sarebbe stato un perfetto ultimo giorno se avessi potuto accendere di nuovo il fuoco per il BBQ, con 40 gradi alle sette di sera. Sarebbe stato bello poter dormire un ultima notte sul tetto della mia auto, con l’ululato dei dingo come ninnananna, le stelle e il vento che accarezzava la faccia.
E non capivo, ieri, perché non volessi andarmene.
Non capivo perché il giorno che tanto ho aspettato per poter tornare in Western Australia mi spaventasse così tanto.
Ma credo di avere la risposta ora.

Uluru, Northern Territory
Uluru, Northern Territory

Ho dato un ultimo saluto al mio piccolo mondo, un ultimo abbraccio a chi ha reso queste settimane speciali, e sono partita.
Quello che non mi aspettavo è stato provare la stessa sensazione che ho avuto quando ho lasciato Perth la prima volta, come se stessi lasciando l’Australia per sempre.
Perché, in fondo, la vera Australia è stata quella che ho vissuto qui.

Tra un’ora atterrerò a Perth, il turbine di emozioni è gigante.
Come i willywind che attraversano il deserto.
É ora di ripartire da zero, uscire dalla mia zona di comfort e cominciare quello che sarà il percorso più importante della mia vita.

Comunque vada, il Red Centre é stato il giro di giostra che aspettavo, una Casa accogliente e vivace e un posto in cui so di poter tornare, quando voglio, quando ne avrò bisogno.

Grazie Australia, questi mesi sono stati incredibilmente, intensamente, inaspettatamente, perfetti.

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